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Vacanza rovinata: come chiedere il risarcimento

Una tipica scena di vacanza rovinata

Una tipica scena di vacanza rovinata

La vacanza è sacra, il coronamento di un’attesa lunga un anno e l’occasione per rilassarsi e ricaricarsi. Non sempre, però, le cose vanno per il verso giusto. Ecco come fare per chiedere un risarcimento del danno in caso di vacanza rovinata. Scopri quando può essere richiesto il risarcimento, chi è tenuto al rimborso, a quanto ammonta l’indennizzo.

I termini “viaggio organizzato” o “pacchetto tutto compreso” richiamano un’idea di sicurezza, ed inducono all’acquisto specialmente chi non vuole avere problemi, delegando ad altri l’organizzazione della vacanza: purtroppo, però, per quanto agenzie e tour operator possiedano una maggiore professionalità, nella pianificazione, rispetto a un “turista fai da te”, gli imprevisti possono capitare comunque.

Dall’albergo in cui non funzionano i servizi essenziali o che cade a pezzi, ai problemi nei trasporti, ad infortuni o disservizi durante il tour: la gamma delle problematiche è pressoché infinita, e le tutele previste per il consumatore, sino a pochi anni fa, risultavano incomplete e frammentarie.

Fortunatamente, da qualche anno a questa parte, le garanzie per chi acquista i pacchetti vacanza sono aumentate, grazie al Codice del Turismo che prevede espressamente il cosiddetto danno da vacanza rovinata.

La risarcibilità del danno da vacanza rovinata, nello specifico, è possibile quando l’inadempimento, o l’inesatta esecuzione della prestazione, da parte di chi ha venduto il “pacchetto viaggio”, non è di scarsa importanza: in questi casi, il cliente ha diritto non soltanto al rimborso dei costi sostenuti, ma anche al risarcimento per il tempo perso e per l’irripetibilità dell’occasione mancata, nonché per la delusione e lo stress subiti.

Risarcimento danno da vacanza rovinata: a chi va richiesto

Il risarcimento del danno da vacanza rovinata deve essere domandato direttamente all’agenzia o al tour operator che ha venduto il pacchetto, e non al gestore dell’albergo, della struttura o degli impianti nei quali si è verificato il disservizio, né alla compagnia di trasporti: sarà poi l’agenzia, o il tour operator, anche tramite l’assicurazione, a rivalersi su questi soggetti.

Risarcimento danno da vacanza rovinata: come e quando fare domanda

Appena verificatosi il disservizio, il turista dovrà inviare tempestivamente una comunicazione al soggetto che ha venduto il pacchetto, anche tramite email o fax. Qualora, dopo il rientro dalla vacanza, il soggetto venditore non abbia risposto, o non sia stato ottenuto nulla, l’unica soluzione consisterà nell’inviare un reclamo formale, mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno: il reclamo dovrebbe essere inoltrato entro 10 giorni dalla data del rientro; tuttavia, secondo una recente sentenza della Cassazione, la richiesta di risarcimento si prescrive in un anno, o in tre anni, se vi sono danni alle persone.

Risarcimento danno da vacanza rovinata: cosa allegare al reclamo

Secondo il Codice del Turismo, non è necessario allegare al reclamo filmati o fotografie che provino i disservizi riscontrati: tuttavia, è caldamente consigliabile, per tutelarsi in maniera completa, conservare quante più prove possibile dei problemi riscontrati, assieme al contratto di vendita del pacchetto turistico, ed ai dépliant illustrati (utilissimi al confronto tra aspettative ingenerate nel cliente e situazione reale); è comunque essenziale la conservazione di scontrini e ricevute, per documentare tutte i costi sostenuti a seguito del disagio.

Risarcimento danno da vacanza rovinata: mediazione

Il consumatore, per non subire un ulteriore pregiudizio oltre quello derivante dalla vacanza rovinata, ha la possibilità di richiedere, prima dell’instaurazione di un giudizio vero e proprio, una mediazione, finalizzata alla composizione della controversia.

Non trattandosi, comunque, di un ambito per il quale è prevista la mediazione obbligatoria, il turista potrà scegliere di adire direttamente il giudice senza tentare la composizione stragiudiziale della lite.

Risarcimento danno da vacanza rovinata: ricorso al Giudice di Pace

Laddove il soggetto che ha venduto il pacchetto non accolga il reclamo, o qualora la mediazione non si concluda positivamente, il turista, per ottenere il risarcimento spettante, non avrà altra soluzione che rivolgersi al Giudice di Pace: l’indennizzo da domandare in via giudiziale, come abbiamo detto, potrà riguardare sia i danni economici e materiali, che quelli morali. Qualora la quantificazione del pregiudizio superi i 5.000 Euro, sarà però necessario rivolgersi al Tribunale; il foro competente è sempre quello in cui risiede il turista.

Risarcimento danno da vacanza rovinata: assicurazione

Nel caso in cui si siano verificati dei danni fisici alle persone, e nel contratto con agenzia o tour operator siano stati indicati gli estremi di una polizza infortuni, il turista potrà chiedere direttamente il risarcimento all’assicurazione, senza doversi rivolgere al Giudice di Pace o al Tribunale.

Fonte: laleggepertutti.it