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Polizza Long Term Care: l’importanza di questa garanzia per la non autosufficienza

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L’assistenza alle persone non autosufficienti è difficilmente sostenibile, sia per il pubblico sia per i privati. Sono sempre di più gli italiani che fanno i conti dei costi (oggi sempre più alti) legati al pagamento delle spese domiciliari o la retta di una casa di riposo per la cura dei nostri cari.

Gli italiani invecchiano, ma le risorse per la loro cura non aumentano, e spesso le famiglie devono rivolgersi altrove, al di fuori delle strutture pubbliche.

In caso di non autosufficienza, solo un anziano non su tre è attualmente preso in carico dai servizi sanitari o sociali. E ancora meno sono i posti disponibili presso strutture residenziali o semi residenziali rispetto al fabbisogno stimato, sia che si tratti di anziani che di adulti con disabilità.

La speranza di vita è aumentata di 2,8 anni tra il 2000 e il 2015, ma come in altri Paesi c’è ancora un divario marcato legato al genere: le donne hanno una speranza di vita di cinque anni in più rispetto agli uomini.

Lo scenario demografico

La speranza di vita degli italiani è tra le più alte d’Europa. Da uno studio realizzato dall’Ocse emerge che la speranza di vita alla nascita è di 82,7 anni. L’Italia è al secondo posto tra i Paesi dell’Unione europea, dietro alla Spagna, con due anni in più rispetto alla media del Vecchio Continente.

speranza di vita
Speranza di vita alla nascita: l’Italia è due anni al di sopra della media Ue

L’incremento dell’aspettativa di vita è un fatto di per sè positivo, ma si accompagna all’aumento delle patologie legate alla vecchiaia che frequentemente comportano la non autosufficienza.

Una recente ricerca della Bocconi evidenzia  che sono 900 mila gli anziani over 65 in carico ai servizi sanitari e 500 mila in carico ai servizi sociali, ma il fabbisogno stimato è di 2.857.801 anziani non autosufficienti (fra coloro che vivono in famiglia che chi risiede permanentemente presso presidi residenziali sociali e socio-sanitari). Questo significa che per la metà di loro non c’è posto.

Per quanto riguarda gli adulti con disabilità, la bilancia è ancora più sfasata, con 200 mila persone prese in carico dai servizi socio-sanitari e il doppio di persone che ne restano escluse. Il numero di posti letto sociosanitari complessivi a disposizione è di 53 mila unità, molto inferiore rispetto a quello per anziani non autosufficienti.

Ma nella nostra società sono in atto, ormai da anni, anche altri mutamenti che impattano su queste problematiche:

  • aumentano i single che, un domani, non avranno una rete familiare su cui contare. I dati Eurostat, riferiti al 2017, mettono in luce come in Italia le famiglie composte da una sola persona sono il 32,3%;
  • crescono le donne lavoratrici, secondo i dati Istat 2018, l’occupazione femminile ha raggiunto il 49%, diminuisce quindi la possibilità di farsi carico della cura dei familiari non autosufficienti;
  • cresce la mobilità lavorativa rispetto al luogo di residenza della famiglia di origine, sia in altre città/regioni italiane (secondo i dati Eurostat 2018, il 20% dei giovani in cerca di occupazione è disposto a trasferirsi) sia fuori dai confini nazionali (secondo i dati dell’Aire, nel 2018 sono 5,1 milioni gli italiani iscritti nei registri e il 21% ha lasciato l’Italia negli ultimi 5 anni) con crescenti difficoltà a prendersi cura dei genitori anziani.

Che cos’è la non autosufficienza

La perdita di autosufficienza avviene quando una persona, a causa di un infortunio o malattia, si trovi in uno stato tale da aver bisogno costante dell’assistenza di un’altra persona per svolgere le principali attività della vita quotidiana e nella cura di sé, come ad esempio:

Una persona non autosufficiente avrei difficoltà o non sarà in grado di svolgere ad esempio queste attività:

  • farsi il bagno o la doccia,
  • vestirsi e svestirsi,
  • lavarsi,
  • muoversi,
  • andare in bagno,
  • bere e mangiare.

I costi della non autosufficienza: l’assistenza di lungo periodo

L’assistenza ai non autosufficienti può essere molto costosa. L’importo medio mensile del ricovero in una “nursing home” (casa di cura) negli Stati Uniti è stato valutato in media a 3 mila dollari, con punte fino a 6 mila dollari;

in Germania si stima in 2 mila euro, e analogamente, in Italia, si può ritenere che il costo del ricovero in una casa di cura si aggiri sui 2 mila o 3 mila euro mensili. Nei casi più gravi, che necessitano anche di assistenza di tipo infermieristico-specializzata, si può arrivare però ai 5-6 mila euro.

Quanto costano le cure domiciliari
Fonte: Domina/Fond. Leone Moressa – 2018

Quanto all’assistenza domiciliare, in Italia non esistono stime precise dei costi, anche perché, essendo in gran parte affidata alla famiglia, si tratta di costi “indiretti”. Negli Stati Uniti, dove esiste una situazione maggiormente istituzionale, avere un aiuto tre ore al giorno per lavare e vestire il malato, preparagli i pasti costa e dargli un’assistenza sanitaria costa circa 2.200 dollari al mese.

Quanto costa una badante
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Tabelle minimi retributivi 2019

Per fare qualche esempio di casa nostra, in Emilia-Romagna i costi vanno dai 18 euro/ora per prestazioni di base ai 39 euro/ora per l’assistenza fisioterapica. Nella Regione Trentino Alto Adige, che assiste oltre 11.700 cittadini non autosufficienti, la Provincia di Bolzano fornisce un contributo da 500 a 1.800 euro al mese, che non è sufficiente tuttavia a pagare integralmente l’assistenza domiciliare.

L’impatto della non autosufficienza sulla spesa dello Stato

Nella contabilità internazionale, per favorire i confronti tra Paesi, la spesa pubblica per Ltc viene anche disaggregata in tre macrofunzioni: assistenza domiciliare e semiresidenziale, residenziale e prestazioni monetarie. Le statistiche ufficiali e i dati pubblici, tuttavia, tendono a omettere diverse voci dei costi legati alla Ltc.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo alcune stime effettuate dalla Ragioneria Generale dello Stato, la spesa pubblica per Ltc ammonta all’1,9% del Pil, di cui circa due terzi erogati a soggetti con più di 65 anni.

Il 90% di tale spesa è composto, in parti pressoché uguali, dalla componente sanitaria della spesa e dalle indennità di accompagnamento. Una spesa che lo Stato italiano e gli enti pubblici sono sempre meno in grado di sostenere.

Ma non è tutto. Per fare bene i conti dei costi in Italia bisogna considerare anche il fatto che alla spesa pubblica per Ltc si aggiunge quella privata delle famiglie che, secondo alcune valutazioni, è pari a circa la metà della spesa pubblica. In altri termini, considerando l’intera spesa – pubblica e privata – per Ltc, quella privata sarebbe pari a un terzo del totale.

La polizza Long Term Care (LTC) per la non autosufficienza

In assenza di una risposta assistenziale  adeguata ai bisogni, i cittadini si trovano spesso nelle condizioni di ricercare soluzioni alternative a proprio carico, sia private (pensiamo alla crescita del numero di badanti, che fra regolari e non si stimano essere 983.000) che “istituzionalizzati”, ovvero ricorrendo al ricovero ospedaliero.

Per supportare le famiglie a sostenere i costi della non autosufficienza ci sono delle polizze ad hoc di cui è bene parlare.

Queste particolari polizze assicurative puntano a garantire, a una persona che versi in condizioni di “non autosufficienza”, per infortunio o malattia, il pagamento di una rendita vitalizia rivalutabile, una vera e propria pensione, per fronteggiare il costo delle prestazioni assistenziali e sanitarie rese necessarie dalla condizione di impossibilità a prendersi cura di se stesso.

Conclusioni

Ormai è chiaro che il Welfare pubblico non riesce più a sostenere tutti i costi. Le cure di lungo periodo per la non autosufficienza sono tra le spese che, probabilmente, tenderanno ad essere tagliate sempre di più.

Per questo è importante assicurarsi un futuro sereno e, in caso di non autosufficienza, avere un sostegno economico su cui contare.

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