pensioni basse sotto i mille euro

Il 63,4 delle pensioni sotto 750 euro

pensioni basse sotto i 750 euro

La maggior parte dei pensionati vive con 750 euro al mese

In 13 anni, dal 2003 al 2015, le pensioni di vecchiaia liquidate ogni anno si sono quasi dimezzate, passando dalle 494 mila circa del 2003 alle 286 mila dell’anno scorso. È la conseguenza delle ripetute riforme delle pensioni che hanno aumentato i requisiti per lasciare il lavoro (età e anni di servizio). L’età media al momento del pensionamento è infatti cresciuta di tre anni esatti: da 59,7 anni nel 2003 a 62,7 nel 2015 e il 63,4 delle pensioni è sotto 750 euro.

Nei primi due mesi del 2016 l’età media di pensionamento di vecchiaia è stata di 65,4 anni mentre quella per le anzianità di 60,6 anni. Le nuove prestazioni assistenziali (quelle non sorrette dai contributi ma erogate a invalidi e a persone a bassissimo reddito) messe in pagamento ogni anno sono invece aumentate: dalle 465 mila del 2003 alle 571 mila del 2015. Insomma, mentre il flusso delle nuove pensioni originate da contributi (vecchiaia, anzianità, reversibilità) ha subito una stretta, gli assegni assistenziali continuano a correre, anche per l’invecchiamento della popolazione che comporta maggiori disabilità.

Nel 2015, infatti, su 1,1 milioni di pensioni liquidate, oltre la metà (51%) sono prestazioni per l’assistenza. Questi e altri dati, diffusi ieri dall’Inps sulle pensioni nel settore privato (dal rapporto sono escluse quelle dei dipendenti pubblici ed ex Enpals), consentono di approfondire le dinamiche del pianeta previdenza e di fare opportune distinzioni.

In Italia ogni mese vengono pagate dall’Inps più di 18 milioni di pensioni private (18.136.850), ma quelle di natura previdenziale, cioè che hanno dietro il versamento di contributi, sono 3,8 4 milioni di meno (14.299.048). Si tratta di prestazioni assistenziali, come le pensioni agli invalidi civili, le indennità di accompagnamento, e gli assegni sociali.

La spesa complessiva annua per tutte le pensioni private Inps è stata nel 2015 di 196,8 miliardi, di cui 176,7 per le prestazioni previdenziali e il resto, 20,1 miliardi, per quelle assistenziali. Su 14,3 milioni di pensioni previdenziali 4,2 sono pensioni d’anzianità o anticipate , cioè liquidate prima del raggiungimento dei requisiti per la vecchia, 272 mila sono veri e propri prepensionamenti, 4,9 milioni pensioni di vecchiaia, circa 3,8 di reversibilità e un milione di invalidità previdenziale.

Su 3,8 milioni di prestazioni assistenziali, la parte del leone spetta a quelle agli invalidi civili: 2.980.799 pensioni, di cui 1,7 milioni di assegni di accompagnamento. Assegni e pensioni sociali sono 857 mila. La distribuzione territoriale mostra che mentre le prestazioni previdenziali si concentrano nel Nord (190 pensioni di vecchia ogni mille residenti contro le 102 nel Sud) per quelle assistenziali è il contrario. Di assegni sociali ce ne sono 7,8 ogni mille residenti al Nord e tre volte tanto al Sud: 22,6. Le sole prestazioni agli invalidi civili sono 37,2 ogni mille residenti al Nord, salgono a 50,8 al Centro e a 64,1 al Sud. La regione col minor numero di pensioni previdenziali è la Sicilia (177 per mille residenti), seguita da Lazio (184) e Campania (187). Quelle che ne hanno di più sono l’Emilia Romagna (266) e la Lombardia (265). Per le prestazioni assistenziali, invece, la classifica si inverte. In testa ci sono Calabria (101 per mille) seguite da Campania e Sicilia (97). In fondo troviamo Emilia Romagna (42), Piemonte (44), Veneto e Friuli (45) e Lombardia (46), tassi cioè dimezzati rispetto alle regioni meridionali.

Fonte: Corriere.it

Mario Durante

Ciao! Sono Mario Durante, fondatore di questo blog. Sono un consulente assicurativo di Generali Italia Spa.

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