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Lasci troppi soldi sul conto corrente? Quattro idee per farli rendere di più

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Investimenti ibridi per il controllo della volatilità, un piano a rate oppure un mix del salvadanaio sono tra le soluzioni per non lasciare i soldi sul conto corrente e farli rendere almeno quanto basta per vincere l’inflazione. Non adottare queste strategie potrebbe significare, di fatto, perdere soldi.

C’è troppa liquidità parcheggiata sui conti correnti dei risparmiatori italiani. Congelata in attesa che sui mercati vengano tempi migliori, non si sa bene quando. Talvolta abbandonata su un deposito libero che rende lo zero virgola o addirittura, costa invece di rendere. Per un approfondimento sui rischi di lasciare troppo soldi sul conto corrente puoi leggere questo articolo.

A prescindere da quanti soldi ci sono sul conto corrente, quasi sempre, sono in eccesso rispetto alle esigenze di cassa della famiglia, anche al netto di una necessaria riserva di sicurezza per le emergenze. Secondo l’ultima indagine Wealth Insights realizzata da Prometeia in collaborazione con Ipsos, un terzo del portafoglio delle famiglie italiane è destinato ad attività liquide o prodotti di risparmio postale, 46 risparmiatori su 100 non posseggono altra forma d’investimento che un deposito e uno su dieci vi ha trasferito almeno 25 mila euro.

La ricchezza degli italiani
La distribuzione di come sono investiti i soldi delle famiglie italiane

Come si spiega questa sete di liquidità apparentemente insaziabile? Tra chi detiene in cash almeno un quarto dei propri risparmi, il 35% è convinto che la somma a disposizione non sia sufficiente per fare un investimento. Ma il sospetto è che le taglie piccole, in termini di risparmio accumulato, siano anche le meno attrezzate a gestire in modo efficiente le proprie sostanze. Perché spesso non hanno accesso a una consulenza di qualità. E finiscono per ignorare che troppa liquidità può fare male.

Il pericolo è che venga erosa dall’inflazione: in Italia, tra il 1900 e il 2016, la liquidità ha subito una perdita di valore media del 3,5% l’anno in termini reali, cioè al netto della perdita di potere d’acquisto generata dalla crescita dei prezzi al consumo. La migliore strategia per mettere a frutto i risparmi, proteggendoli da potenziali minacce, non è quindi barricarsi nella liquidità. Anche se negli ultimi anni la «scomparsa» dell’inflazione aveva levato un problema dal tavolo. Per chi vuole provare a ragionare diversamente, esistono diverse soluzioni.

 

Come investire bene: l’opzione dei fondi in equilibrio tra azioni e bond

Per i risparmiatori abituati a confinarsi nel recinto della liquidità, ma convinti che un’incursione sui mercati finanziari sia necessaria, un mix tra azioni e bond può apparire meno ansiogeno di un investimento diretto in Borsa. Spetta a ogni risparmiatore calibrare il corretto equilibrio tra le due componenti, in funzione dei propri obiettivi d’investimento e orizzonti temporali. Tenendo presente che le azioni offrono prospettive di rendimento più attraenti nel lungo termine, ma a fronte di una volatilità inevitabilmente maggiore. La strada quasi obbligata per chi affronta questo dilemma è, in ogni caso, quella del risparmio gestito, affidarsi a gestori professionali in grado di disegnare una soluzione che dia stabilità al rendimento e che, m contemporaneamente cerchi di dare maggiori performance all’investimento. Controllo della volatilità e ricerca del rendimento saranno la linea guida di questo investimento.

 

Quanto rende la politica della formica (salvadanaio da 100 euro al mese)

Entrare sul mercato a piccoli passi, implica una pluralità di vantaggi. Con un piano di accumulo (pac), si neutralizza il rischio di mettere tutte le uova nel paniere alla vigilia di una violenta caduta del mercato. A meno che non si riesca a cogliere il momento perfetto, l’inizio di un ciclo rialzista, conviene mediare i prezzi di carico, appianando i picchi al rialzo e al ribasso.

Per la stessa ragione, con un pac si attenuano gli effetti delle oscillazioni sui listini. E con un percorso guidato, scandito da versamenti automatici, si offre maggiore disciplina al proprio investimento, evitando di disperdere le risorse. Mettiamo a confronto un piano di accumulo da 100 euro al mese per 10 anni con un ipotetico investimento di 12mila euro realizzato in un’unica soluzione a luglio del 2007. Nel caso dei mercati azionari, l’ingresso dilazionato si è rivelato premiante: chi avesse fatto 120 versamenti mensili da 100 euro a favore di un etf sull’Msci world, avrebbe guadagnato complessivamente il 53%, accumulando un capitale di 18.833 euro, mille in più rispetto alla soluzione in un’unica tranche (+41%)

piani di accumulo di capitale
Lo schema evidenzia come sia conveniente investire a piccoli passi per limitare il rischio della volatilità dei mercati, cogliendo buoni risultati nel medio-lungo periodo

«Travasare» i soldi in più. Anche con lo smartpone

Questa soluzione mira a tenere sul conto solo la liquidità necessaria per far fronte alle spese correnti, dirottando la parte eccedente verso altre soluzioni di deposito del capitale. In questo modo si evita di lasciare somme infruttifere sul conto e al tempo stesso, se la disponibilità sul conto non basta per una spesa improvvisa, è possibile richiedere un parziale riscatto delle somme versate.

L'inflazione mangia i risparmi
In questa immagine si vede come l’inflazione in Italia è relativamente alta. Bisogna quindi trovare strumenti di gestione del proprio risparmio in grado di non far perdere potere di acquisto alla liquidità.

Un mix di salvadanaio virtuale e Btp Italia

Per chi ha un profilo di rischio molto conservativo, un’idea interessante può essere quella di abbinare soluzioni tradizionali come la gestione separata con strategie innovative di ricerca del rendimento, in modo da proteggere il patrimonio dal futuro calo del potere d’acquisto.

 

I depositi vincolati

I rendimenti dei depositi a tempo, i salvadanai virtuali, offerti dalle banche online e non, scendono un altro scalino, tanto che sulle scadenze classiche dei sei e dodici mesi non si riesce nemmeno a battere l’inflazione che, nel frattempo, ha ricominciato a muoversi, viaggiando intorno all’1,2% su base annua.

 

Conclusione

A conti fatti, investire da soli o lasciare i propri soldi sul conto corrente non serve a molto. La soluzione è, quindi, affidarsi alla consulenza di un esperto che è in grado di costruire la giusta strategia in funzione del tuo obiettivo di investimento. Clicca qui per richiedere maggiori informazioni.

Fonte: corriere.it

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