Trasferire il TRF al fondo pensione conviene perché rende di più.

Fondo pensione rende tre volte meglio del TFR

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su print
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Negli ultimi anni i fondi pensione hanno più che doppiato il Tfr. I rendimenti medi dei fondi pensione sono intorno al 3%, contro il TFR lasciato all’INPS che si è rivalutato solo dell’1,2%.

 

Perchè conviene trasferire il TFR in un fondo pensione?

Da quando è entrato in vigore la possibilità di destinare il proprio TFR ad un fondo pensione piuttosto che presso l’INPS, molti lavoratori nell’incertezza hanno lasciato le cose come prima. Ma a conti fatti farebbero meglio a trasferire il proprio TFR nel fondo pensione dell’azienda, perché rende di più ed è tassato meno.

Meglio ancora è andata ai PIP (piani individuali pensionistici, in pratica contratti di assicurazione sulla vita), che hanno reso il 3,2%. Lo annuncia nella Relazione Annuale, presentata stamane a Montecitorio, Mario Padula, nuovo presidente della Covip, la commissione di vigilanza sui fondi pensione. Dalla relazione emerge inoltre una forte crescita delle adesioni alla previdenza complementare, più 12,1%, anche se, precisa Padula, si tratta soprattutto di nuove iscrizioni ai fondi negoziali, derivate “quasi esclusivamente dall’iscrizione automatica di tipo contrattuale di tutti i lavoratori dipendenti del settore edile, mediante versamento di un contributo a carico del solo datore di lavoro”. Nel complesso, attualmente gli iscritti hanno superato i 7,2 milioni.

Il sistema si sta comunque rafforzando, sottolinea il presidente della Covip: “Il Welfare nel nostro Paese si sta progressivamente strutturando in direzione di un modello che vede la crescente cooperazione di soggetti pubblici e privati nell’erogazione delle prestazioni“. Alla fine del 2015 le attività detenute dai fondi pensione ammontavano a circa 107 miliardi di euro. Il 62,2% delle attività è investita in titoli di debito, con il 78% in titoli di Stato; per il resto ci sono titoli di capitale e un 12,8% di Oicr.

 

Fondo pensione: aderisce un lavoratore su quattro

Nel complesso aderiscono attualmente alla previdenza complementare 5,2 milioni di lavoratori dipendenti privati, 1,9 milioni di autonomi e 174.000 dipendenti del settore pubblico, un tasso che si attesta al 24,2% del totale degli occupati. Tuttavia tale percentuale viene calcolata considerando solo chi ha effettuato versamenti nel 2015: la Covip rileva come, probabilmente a causa delle difficoltà legate all’occupazione, l’anno scorso quasi 1,8 milioni di iscritti alla previdenza complementare non ha effettuato versamenti contributivi.

 

TFR al fondo pensione: si può versare anche solo una parte

E’ possibile destinare ache solo di una quota del Tfr alla previdenza complementare, ed è previsto anche un ampliamento delle condizioni per avere la pensione complementare anticipata. 

La Covip propone inoltre di dare la possibilità di accedere in via anticipata “alle prestazioni pensionistiche complementari” a coloro che “si vengono a trovare in situazioni di disagio per la perdita del lavoro in età avanzata, ma non ancora sufficiente per conseguire il trattamento pensionistico obbligatorio”. In definitiva la pensione complementare sosterrebbe il lavoratore fino al momento di avere la pensione principale, visto che i termini si sono spostati in avanti: “Tale misura – afferma infatti Padula – può divenire una vera e propria “leva di governo”, agevolando la copertura di un bisogno di protezione sociale di non facile soluzione nell’attuale contesto di finanza pubblica”.

Fonte: Repubblica.it

Vuoi maggiori informazioni?

Hai voglia di scoprire di più? Parliamone su messenger!