non lasciare soldi sul conto corrente

I 5 motivi per non lasciare i soldi sul conto corrente

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Cosa fare della liquidità? Diverse indagini dicono che gli italiani, del dubbio, lasciano i soldi sul conto corrente. Niente di più sbagliato. Scopri quali sono i motivi per non lasciare i tuoi soldi fermi sul conto corrente (fonte: laleggepertutti.it e tgcom24.it)

Sei tra i 40 milioni di risparmiatori italiani che è convinto di fare la scelta migliore lasciando i soldi sul conto corrente, sopratutto nei momenti di crisi? Non fartene una colpa, semplicemente non hai trovato ancora le informazioni giuste che ti aiuteranno a fare la scelta migliore per il tuo stile di vita. Questo articolo fa proprio al caso tuo perché ti spiegherò, numeri alla mano, quanto stai perdendo e come fare per investire al meglio i suoi risparmi, senza rischiare di finire in bancarotta.

Viviamo in un mondo complesso, pieno di insidie che minacciano i nostri risparmi, come ad esempio la prospettiva negativa per per la nostra economia, i mercati azionari sempre più agitati e rischiosi o le grandi crisi politiche sempre più frequenti.

E’ normale che l’incertezza e la paura di fare la scelta sbagliata ci fanno pensare che la cosa migliore sia stare fermi e lasciare i propri soldi sul conto corrente. La situazione però è questa: tenere i soldi sul conto corrente non solo non è remunerativo ma diventa anche una spesa e addirittura un grande rischio.

Ma procediamo con ordine e vediamo insieme quali sono i cinque motivi per i quali rischi a lasciare troppi soldi sul conto corrente.

Fallimento della banca

Un tempo, quando una banca entrava in crisi, lo Stato interveniva per tutelare i correntisti tramite un fondo pubblico costituito con i soldi dei contribuenti.

Oggi questa garanzia non esiste più: è l’istituto di credito a dover ripianare i debiti attingendo dalle proprie risorse. A farne le spese sono innanzitutto gli azionisti, gli investitori, gli obbligazionisti e, solo in ultimo, i risparmiatori. E’ quello che in termini tecnici viene chiamato bail in (clicca qui per leggere l’articolo dedicato).

Per semplificare cosa significa il bail in, in presenza di una situazione di indebitamento bancario, la legge prevede un ordine gerarchico “di rischio”, dove i primi della lista sono coloro che perderanno subito i soldi: gli azionisti, i detentori di altri titoli di capitale, gli altri creditori subordinati, i creditori chirografari e, solo alla fine, le persone fisiche e le piccole e medie imprese titolari di depositi per l’importo eccedente i 100.000 euro.

Il consiglio è quello di tenere il conto corrente al di sotto di 100 mila euro, in modo da non rischiare neanche un euro in caso di fallimento della banca.

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Inflazione

Gli italiani hanno 1.329 miliardi di euro sotto forma di liquidità, per lo più in conti correnti, che rendono mediamente lo 0,4 per cento, secondo gli ultimi dati di Bankitalia. Da qualche tempo, alcune banche (ad esempio Unicredit e Fineco) hanno Iniziato ad applicare tassi negativi sui conti correnti, cioè chiedono ai propri clienti di pagare la giacenza della liquidità. Hai capito bene: devi pagare la banca per tenere i soldi sul conto.

Considerando che l’inflazione è cresciuta nel 2017 dell’1,2 per cento, la perdita di valore del patrimonio degli italiani è stata dello 0,8 per cento, ossia 10,6 miliardi di euro.

Il problema dell’inflazione, sentito molto negli anni ’80, è stato di recente ridimensionato per via della recessione economica che ha comportato il fenomeno opposto, quello della deflazione.

Oggi però i tassi si stanno gradualmente rialzando; e se anche è vero che, finché resteremo nell’Unione Europea, l’inflazione non potrà mai superare il tetto del 2%, in termini reali questo indice potrebbe essere leggermente superiore.

Ciò significa che, lasciando i soldi sul conto corrente, poiché non ci sono rendimenti sulla liquidità, si subisce una perdita di potere d’acquisto: mille euro depositati oggi in banca, tra un anno permetteranno di comprare meno beni e servizi perché il livello dei prezzi nel frattempo è aumentato.

Con un’inflazione dell’1,5% all’anno (ipotesi abbastanza conservativa), in soli 15 anni il valore dei tuoi risparmi sul conto corrente si riduce del 22%. In 25 anni, un terzo del valore dei tuoi soldi sul conto corrente è stato letteralmente spazzato via. dall’inflazione.

Per risolvere il problema l’ideale è di scegliere forme di investimento ibride che garantiscano stabilità e controllo della volatilità.

Pignoramento del fisco

Con l’arrivo di Agenzia delle Entrate Riscossione, si è parlato molto del potere che ha l’esattore di pignorare il conto corrente del contribuente senza alcun ordine del tribunale.

La procedura, che può essere avviata non prima di 60 giorni dalla notifica della cartella, prevede l’invio di una lettera alla banca e al debitore (quest’ultimo la riceve quasi sempre in un momento successivo); in essa è contenuto l’avviso che, in difetto di pagamento entro i successivi 60 giorni, le somme presenti sul conto dovranno essere accreditate direttamente all’agente della riscossione, e così anche i successivi accrediti fino ad estinzione totale del debito.

In una situazione del genere il conto corrente diventa inutilizzabile. L’unica soluzione è chiedere una rateazione oppure aprire un differente rapporto con un’altra banca, ma ciò non garantisce l’estensione del pignoramento anche a quest’ultimo.

Possono tirare un mezzo sospiro di sollievo i lavoratori dipendenti e i pensionati. Per questi il pignoramento parte solo per importi – già depositati alla data di notifica del pignoramento – superiori a 1.345,56 euro (ossia tre volte l’assegno sociale).

Dunque, lasciando il conto sotto tale tetto non si rischia alcunché, fermo restando il pignoramento delle successive mensilità. Ma con questi ulteriori limiti:

  • per stipendi o pensioni fino a 2.500 euro, il pignoramento è di massimo un decimo dell’importo;
  • per stipendi o pensioni tra 2.5001 e 5.000 euro, il pignoramento è di un settimo;
  • per stipendi o pensioni superiori a 5.000 euro, il pignoramento è di un quinto.

C’è poi il divieto di pignorare l’ultima mensilità accreditata alla data di notifica del pignoramento (per non lasciare il contribuente, di punto in bianco, senza i soldi per fare la spesa).

Anche quando il creditore è un soggetto privato (ad esempio la banca), vale il divieto di pignoramento delle somme depositate al di sotto del triplo dell’assegno sociale.

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I rischi della crisi economica: la tassa patrimoniale

Nel luglio del 1992 il governo Amato impose, in una notte, un prelievo straordinario dai conti correnti degli italiani pari al 6 per mille (la cosiddetta «tassa patrimoniale»).

In quella occasione tutti urlarono al furto di Stato. Lo spettro dell’imposizione fiscale, attuata con decretazione di urgenza, intimorisce tutt’oggi il popolo.

Anche l’esempio della Grecia, che ha imposto d’un tratto un limite ai prelievi dal conto, ha segnato i risparmiatori di tutta Europa e, in particolare, quelli italiani, così vicini alla situazione ellenica.

Imposte fiscali

Attualmente il conto corrente con una giacenza media annua inferiore a 5mila euro gode di un più favorevole trattamento fiscale: per essi infatti non si deve pagare l’imposta di bollo.

Invece su un conto con giacenza di 5mila euro in media si paga circa 34,2 euro, circa il 7 per mille. Più conveniente è impiegare i soldi in strumenti finanziari per i quali l’imposta di bollo è del 0,2%.

Conclusioni

Adesso che hai scoperto perchè non devi lasciare tanti soldi sul conto corrente, puoi continuare a ignorare il problema e lasciare che i tuoi risparmi diminuiscono. Oppure puoi scegliere di prendere la situazione di petto per cambiare in meglio il valore dei tuoi risparmi.

In oltre 10 anni di attività e con più di 250 clienti ho imparato come utilizzare gli strumenti offerti dal mercato per offrire sicurezza economica e prospettive di valore ai risparmi.

Se vuoi scoprire anche tu il metodo migliore per gestisci la tua liquidità e dare più valore ai tuoi risparmi, puoi contare su di me. Per avere maggiori informazioni o approfondire questi argomenti  puoi contattarmi utilizzando i metodi riportati qui in basso. Sarò felice di aiutarti.

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Aldo S. - Pensionato

ConsulenteAssicurativo.org
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2020-05-16T19:16:00+02:00

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Alessandro F. - Ingegnere

ConsulenteAssicurativo.org
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2020-04-11T11:40:11+02:00

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Velocità.

A causa di un danno al parabrezza avevo bisogno di sostituirlo in tempi rapidi ed è stato proprio così.

Andrea C. - Medico

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2020-04-11T12:02:40+02:00

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Affidabilità.

Avevo alcune polizze assicurative con un altra compagnia e ho incontrato Mario per un ampliamento del piano assicurativo esistente. Avevo l'esigenza di migliorare le coperture assicurative in essere. Ho ricevuto un'ottima argomentazione e il corretto orientamento su come fare per soddisfare la mia esigenza. Persona affidabile.

Vito V. - Infermiere

ConsulenteAssicurativo.org
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2020-04-19T19:59:41+02:00

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Ho un cospicuo risparmio fiscale.

Desideravo una copertura assicurativa contro gli infortuni miei e dei miei figli e inoltre la possibilità di creare negli anni un fondo per integrare la pensione. Con il risparmio fiscale del fondo pensione in pratica mi pago la polizza infortuni. Non conoscevo la possibilità di accedere ai fondi pensione e del cospicuo risparmio fiscale. Ne sono venuto a conoscenza appunto grazie al Dr. Mario Durante. che mi ha colpito per la grande professionalità, competenza, disponibilità e cortesia!

Massimiliano L. - Impiegato Pubblica Amm.ne

ConsulenteAssicurativo.org
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2020-04-11T11:41:46+02:00

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Mario Durante

Ciao! Sono Mario Durante, fondatore di questo blog. Sono un consulente assicurativo e previdenziale appassionato di web e social. Leggendo i miei articoli potrai trovare spunti interessanti su come risparmiare e proteggere casa e famiglia.

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